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Orsi dolci.

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Coccolosi e dolci come quelli di peluche, questi super panini formano un Danubio insolito e simpatico.

Ottima idea per le feste di compleanno o per merende a scuola! 

Proverò presto a replicarli, grazie Felicia Crescenzi per la ricetta!

Per questo dolcissimo abbraccio di orsetti Felicia ha voluto unire la ricetta partenopea del Danubio (cenni storici in basso), con una tecnica particolare di panificazione, di origine giapponese, chiamata Tang Zhong. Consiste nell’utilizzare uno starter fatto di sola farina e acqua (in rapporto 1:5) da aggiungere poi al vostro impasto (dolce o salato). Questo conferirà incredibile idratazione e morbidezza, nonché conservazione nei giorni, senza l’uso di additivi o conservanti.

 

Ingredienti:

per lo starter

-40 g di farina 0

-200 ml di acqua

 

per l’impasto

-600 g di farina 0

-40 g di zucchero

-10 g di sale

-10 g di lievito disidratato

-10 g di cacao amaro

-260 ml di latte parzialmente scremato

-50 ml di uova (1 uovo medio)

-20 ml di olio di semi

 

Procedimento

Iniziamo a preparare il Tang Zhong: mischiamo la farina e l’acqua con una frusta e portiamo su fuoco fino a raggiungere i 65°. Se non avete un termometro da cucina non potrete essere ovviamente precisi, evitate però che si giunga all’ebollizione. Quando il preparato avrà una consistenza un po’ più densa della besciamella, spegniamo il fuoco, trasferiamo il Tang Zhong in un recipiente e lasciamo riposare in frigo almeno 6 ore.

Impastiamo il pane: prima le polveri setacciate (farina, lievito, ma non ancora il cacao!) con lo zucchero, poi il latte, l’uovo, il sale, l’olio e il Tang Zhong (a temperatura ambiente). Prendiamo una piccola parte dell’impasto (giusto una piccola palla, che servirà poi per fare i musetti) e mettiamola da parte, aggiungiamo ora il cacao al restante impasto, aggiungendo se necessario un goccio di latte. Risulterà un impasto molto elastico, che lasceremo lievitare un’ora.

Trascorso il tempo di lievitazione, dividiamo in 9 o 12 panetti (tenendo da parte un’altra pallina che servirà per le orecchie), stendiamo con il mattarello formando dei rettangoli e arrotoliamo questi ultimi realizzando dei cilindri, che poi andiamo a rendere più tondi con un piccolo movimento circolare delle mani. Posizioniamo i panini ottenuti in una teglia (io ne ho utilizzato una quadrata ma va bene anche tonda), uno accanto all’altro

senza stringerli troppo, perché lieviteranno ancora, e mettiamo ai lati di ogni testolina due piccole palline ricavate dall’impasto al cacao lasciato da parte. Infine, riprendiamo anche l’impasto bianco precedentemente conservato e modelliamo altre palline per i musetti. Lasciamo lievitare ancora una mezz’ora.

Spennelliamo con latte e tuorlo e inforniamo a 180° statico per 25-30 minuti.

Piccolo accorgimento: posizionate sul fondo del forno un contenitore con dell’acqua: si creerà una leggera cottura al vapore che aumenterà la morbidezza.

Una volta sfornati, decoriamo gli occhi e i musetti degli orsetti con del cioccolato fondente sciolto ^.^

P.S. Potete farcire i panini orsetti dopo la cottura, con una sacca da pasticciere o semplicemente tagliandoli a metà, oppure prima della cottura, apponendo al centro del panino un cucchiaino di confettura o crema preferita.

Feliçia Crescenzi

 

 

Qualche accenno sulla storia del Danubio:

Il termine Danubio è stato inventato da un pasticciere napoletano che sposandosi una donna Salisburghese portò con se a Napoli la ricetta della Sacher e del Buchteln(chiamato poi Danubio).

Secondo altre fonti, il Danubio avrebbe fatto la sua comparsa a Napoli già molto tempo prima, durante il regno dei Borbone. Nel 1768 re Ferdinando IV prese in sposa Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, la quale portò con se un gruppo di cuochi viennesi. A corte la tradizione austriaca si fuse con quella napoletana e da tipico dolce d’Oltralpe, il Danubio divenne una ghiotta torta salata, con un ripieno fatto di ingredienti come salame e scamorza.

Ringrazio come sempre le dolci manine e l’inventiva della cara Feliçia Crescenzi di Light the Life.

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